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Caprarola. Concerto dibattito. Harold Bradley e le radici del Blues.

Caprarola. Concerto dibattito. Harold Bradley e le radici del Blues.


UN CONCERTO DIBATTITO, PER ENTRARE NELLA MUSICA, NELLE SUE ORIGINI, NELLE SUE POSSIBILI EVOLUZIONI

Il prossimo 14 settembre 2018, presso le Scuderie di Palazzo Farnese a Caprarola si svolgerà una serata senza precedenti. Un'icona del Blues come Harold Bradley infatti, si esibirà in un concerto dibattito, accompagnato dal pianista Mario Donatone. Un'occasione senza precedenti, che consentirà di scoprire, agli amanti del blues e non solo, l'evolversi della musica blues, e la sua capacità di andare avanti, di diventare altro, di trasformarsi insieme alla società e ai suoi eventi storici. Ancora un'altra importante tappa del percorso culturale iniziato dall'Arte Migrante Festival, che si svolgerà ad ingresso libero presso le Scuderie di Palazzo Farnese a Caprarola (VT) alle ore 21,00.

Harold Bradley le radici del Blues

il famoso bluesman Harold Bradley accompagnato dal pianista Mario Donatone con un concerto dibattito dedicato al Blues ci racconteranno come la fusione di culture differenti generano arte e cultura. Un racconto su come i musicisti neri africani presero in mano gli strumenti classici europei e generarono un nuovo modo di fare musica.

Harold Bradley - Nel suo studio di pittura in Trastevere Harold Bradley fonda nel 1961 il celeberrimo “Folkstudio” che ha diretto fino alla fine del ’68, e nel quale si esibirono artisti come Bob Dylan, Pete Seegar, Steve Lacy, la Trinidad Steel Band. Lui stesso fece il conduttore ed interpreto’ ballate, blues, jazz, gospel, i canti della lotta per i diritti Civili in America, spesso assieme alla celebre formazione “Folkstudto Singers” con il quale Archie Savage e’ stato co-scrittore . Tanti artisti italiani sono stati favoriti dalla sua gestione dello storico e primo circolo-locale del genere in Italia: Giovanna Marini, Otello Psoforio, Pippo Franco, Tony Santagata, Gabriella Ferri e Luisa. Famoso esecutore e ricercatore di musica afro-americana, e’ stato il fondatore oltre che del celeberrimo “Folkstudio” anche de l’ensemble “Bronzeville American Gospel”. Con i “Bronzeville”, Bradley porta avanti le tematiche tradizionali e moderne della musica sacra nera esibendosi, oltre che per importanti festivals internazionali (tra cui Umbria Jazz), in manifestazioni destinate a tenere viva l’attenzione ai problemi causati dall’apartheid. Il percorso artistico di Bradley e’ all’insegna dell’eclettismo. Negli Stati Uniti e’ stato docente di pittura e disegno ed e’ stato curatore di importanti collezioni d’arte; prima di trasferirsi in Italia e’ stato un noto giocatore professionista di “Arnerican Football” nel “Nfl” per 5 anni a Cliveland e Philadelphia. Negli Anni ’60, con una borsa di studio si trasferisce prima a Perugia e poi a Roma ove concretizza la sua passione prima per la pittura ed il disegno e poi per la musica il cinema ed il teatro. Ha svolto attività teatrali recitando accanto a Tino Buazzelli, Calvin Lockart e Pinalei; ha anche svolto molte attività cinematografiche con ruoli significativi in film come: “I Sette Gladiatori”, “La Capanna dello Zio Tom”. È stato il genio della lampada accanto all’Aladino di Gianni Morandi in “Per Amore e per Magia”. Negli anni ’80 e ’90 ha tenuto moltissimi concerti in Italia ed all’estero dando maggiore rilievo al genere afro-americano, di cui e’ attento conoscitore e cultore. Risiede a Roma dove esegue la sua musica nei teatri o nei club-circoli chiese, piazze, ottenendo sempre grossi consensi di entusiasmo e partecipazione da parte del pubblico e della critica. Recentemente si esibisce in pubblico con la formazione “Voices of Glory” e con il suo amico collaboratore, perenne maestro, Toto Torquati L’esperienza di Bradley con il “Folkstudio” Locale di fondamentale importanza e trampolino di lancio per molti cantautori italiani e’ stato certamente il “Folkstudio”, fondato nel 1965. Situato originariamente a Roma in via Garibaldi, esso era lo studio-cantina di un pittore americano: Harold Bradley, nel quale si riunivano amici pittori, artisti e musicisti provenienti da tutto il mondo. Avendo fruttato, a Bradley, denuncie di disturbo della quiete pubblica per le riunioni alquanto rumorose, il pittore decise di improntare il locale nella formula giuridica “circolo privato culturale apolitico”. Tale iniziativa ebbe un grande successo tra i giovani, perche’, in una sola serata c’era la possibilità di spaziare dalla musica celtica a quella brasiliana, dalla canzone d’autore a quella politica, dal folk al blues. Il locale concedeva insomma la possibilità ai giovani di esprimersi nella piena libertà musicale, senza condizionamenti. Bob Dylan ha suonato qui alcune delle sue prime ballate. Dopo alcuni anni, Harold Bradley, torno’ a Chicago e la direzione del locale passo’ ad uno dei suoi fondatori, Giancarlo Cesaroni, che volle inaugurare una interessante e specifica sezione dedicata esclusivamente agli esordienti della canzone d’autore. Fu allora che, cantautori italiani ancora oggi sulla cresta della notorietà e del successo, resero pubblici i loro primi brani ed espressero in musica i loro pensieri. Francesco Guccini, Francesco De Gregori, Antonello Venditti, Mimmo Locasciulli, Rino Gaetano, Gianni Togni, Luca Barbarossa, Sergio Caputo, sono alcuni dei cantautori che hanno avuto come trampolino di lancio il famosissimo locale che era il “Folkstudio”.

MARIO DONATONE è diplomato in pianoforte jazz al conservatorio di Santa Cecilia a Roma. Muove i primi passi nel circuito musicale negli anni '80, mettendosi in luce come solista e come accompagnatore di artisti statunitensi di blues, soul e jazz in tournée in Italia. Ha accompagnato molti artisti blues (Eddie C. Campbell, Linda Young, Peaches, Les Getrex, James Wheeler, Harold Bradley), soul (Herbie Goins, Beverly Watson, Michael Allen, Jimmy Holden) e jazz (Crystal White, Kay Forster Jackson, Cheryl Porter). Nel 1986 inizia una collaborazione fondamentale con il jazzista e musicologo Francesco Forti, con il quale esplora le radici della musica afroamericana e con cui forma il 'Roma Spiritual Group', tra i primi gruppi vocali di spiritual e gospel in Italia attivo dall'86 al '99. Tra le altre collaborazioni citiamo quelle con Laverne Jackson, Robin Brown, Jubelee Love Train, Bronzville American Gospel, Soul Food To Go. Negli anni 2000 crea insieme a Giò Bosco la World Spirit Choir, un progetto di grande coro multiculturale che fonde la radice afroamericana con filoni africani, afrolatini, afromediterranei ed europei 3 e che si è sviluppato parallelamente ad una originale esperienza didattica con gli immigrati nel centro Baobab di Roma. Il progetto ha sviluppato un nuovo percorso alla Casa del Jazz di Roma, partecipando a concerti, spettacoli teatrali-musicali, trasmissioni televisive e collaborando con personaggi di primo piano come Linda Valori, Mario Biondi, Neri Marcorè. I suoi progetti più recenti sono i "Buzz", insieme al leader dei Tiromancino Federico Zampaglione, una rivisitazione di classici rock blues contaminata con l'elettronica e la psicadelia, Rock & Soul Explosion con il comico, cantante e personaggio dello spettacolo Claudio Gregori in arte Greg. Tra le produzioni discografiche ricordiamo "Blues immaginario", inciso per la Splas(h)! Records nell'89, "Roma world spirit"(Isma Records, 2001) e "The Peacemaker-Soul Food To Go" (Time Stretch Recording, 2003). Nel 2004 pubblica due cd solistici in una rigorosa dimensione acustica: il primo è "Verdi in blue", rilettura jazzistica della musica di Verdi con suoi arrangiamenti insieme al Velotti-Battisti Ensemble per la Isma Records, che rappresenta la sua prima incursione nel jazz strumentale in un progetto di grande spessore culturale. Il secondo è "A long, old lonesome day blues" per la new LM Records.



GUARDA IL VOLANTINO





pubblicato il 12/09/2018


https://www.facebook.com/events/882052688656827/

 

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